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Vibonese, ora credici: la salvezza non è più un miraggio

di Rocco Calandruccio

La Vibonese rialza la testa nel derby di Lamezia e manda un messaggio forte al campionato: è viva, affamata, determinata a restare in Serie D. Il successo al D’Ippolito non vale solo tre punti: vale una svolta. La cura Fanello funziona, il terzo risultato utile consecutivo lo certifica. Prima la solidità, ora i gol. La squadra ha ritrovato identità, coraggio, convinzione. A cinque giornate dal traguardo, i rossoblù escono momentaneamente dalla zona play-out e agganciano l’Enna a quota 31, pur sapendo che i siciliani devono recuperare due gare. Ma il dato è chiaro: la Vibonese è tornata padrona del proprio destino. E questo, fino a poche settimane fa, sembrava impossibile.

Giovedì al Razza arriva la Sancataldese, avversario diretto e alle prese con un momento di difficoltà. Una partita che mette in palio una posta davvero alta per lotta per non retrocedere. Vincere significherebbe molto più che allungare in classifica: significherebbe blindare la rinascita, restituire fiducia a un ambiente che ha sofferto troppo e troppo a lungo, per via di una stagione che la vecchia dirigenza ha fatto di tutto per complicarla. Tornare a imporsi in casa sarebbe un segnale pesante, quasi definitivo. Restano cinque battaglie, tutte da giocare con la stessa ferocia mostrata nel derby. Il calendario non fa sconti, ma la Vibonese non può permettersi calcoli: deve guardare solo a se stessa, crescere, mordere, correre. Salvare la categoria non è un obiettivo: è un dovere verso la città, verso la storia, verso un futuro che va ricostruito con competenza e visione. La Vibonese ha ricominciato a correre. Ora deve dimostrare di saper tagliare il traguardo.


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