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"Dell' inutilità di molte cose"

di Vincenzo Muscolo

La Reggina ha disputato per il terzo anno consecutivo i play-off di Serie D.

Potrà quindi sperare in una promozione in serie C? Non esattamente.

Allora serviranno per poi scontrarsi in un eventuale spareggio con una squadra di Serie C, che magari ha vinto i Play-out e seguendo il criterio tedesco si giocheranno il posto nella terza serie ?  Neanche questo.

Alla fine la vera funzionalità dei play off di Serie D non è altro che accumulare punti nella remota ipotesi di un ripescaggio.

Ma serve veramente? 

Serve davvero portare le società a spendere i soldi per le trasferte, se queste alla fine non portano ad un vantaggio immediato, ma probabile? 

È una domanda che da anni addetti ai lavori e alcuni presidenti si pongono, proponendo soluzioni alternative che quantomeno diano un senso a dei Play-off, cervellotici nella forma e inconcludenti nel risultato finale.

Da tempo si parla ormai di una riforma dei campionati e l'occhio è puntato sulla serie D , che è la base e spesso la cavia dei cambiamenti che poi coinvolgeranno il calcio professionistico.

L'auspicio è che si possa presto passare dagli attuali 9 gironi con 18 squadre a 8 gironi da 20 squadre con almeno 4 retrocessioni, senza rinunciare ovviamente ai Play-out, che terrebbero sulle spine tutte le compagini di metà classifica, evitando che verso i mesi di Febbraio o Marzo non vi siano già squadre che non hanno più nulla da chiedere alla stagione e che abbiano come unico pensiero la località delle vacanze estive.

In ogni girone salirebbe in serie C la prima classificata, mentre la nona neopromossa verrebbe decisa dal Play-off che avrebbe a questo punto un briciolo di senso.

Citando Seneca: "Dell'inutilità di molte cose ci accorgiamo solo quando cominciano a mancare".

E sinceramente credo che dei play off di Serie D così costruiti, ci accorgeremo quando mancheranno perché tutto sicuramente funzionerà meglio.

È il momento dei cambiamenti, partendo dai discorsi sui giovani calciatori italiani, con il salto dalle under 21 alle prime squadre che è diventato un Everest per i ragazzi, con la Nazionale fuori dal terzo Mondiale consecutivo, ma parlando di tutto il resto bisogna capire che è anche il momento di cambiare i campionati, di renderli appetibili e sensati agli occhi dei tifosi.

" Dame futbol, Quiero futbol" cantava Ignacio Copani, nella sua famosa canzone argentina e nella lingua del Futbol, l'argentino, forse è resa meglio l'idea di cambiamento che necessita il nostro calcio, soprattutto per rispetto verso la passione dei tifosi.

Più calcio, ma che abbia senso e che possa regalare sempre dei sogni di grandezza alle società e ai loro fedelissimi tifosi


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