Tonino Martino, l'uomo del 13 giugno
Tonino Martino appartiene a quella categoria di calciatori che non hanno bisogno di curriculum per essere riconosciuti: basta pronunciare una data, 13 giugno 1999, e a Reggio Calabria tutti sanno di cosa si parla. Quel giorno, al Delle Alpi di Torino, il centrocampista amaranto firmò la rete che consegnò alla Reggina la prima storica promozione in Serie A. Un gol pesante, decisivo, simbolico. Un gol che arrivò nel giorno del suo onomastico e del suo compleanno, come se il destino avesse scelto il momento perfetto per intrecciare la sua storia personale con quella di un’intera città.Martino non era un uomo da copertina. Era un centrocampista di sostanza, di equilibrio, di sacrificio. Ma proprio per questo, quel gol assunse un valore ancora più forte: fu il premio a una carriera costruita con serietà, lavoro e appartenenza. L’inserimento, il tocco, la palla che si insacca: un gesto tecnico semplice, pulito, che però cambiò la geografia del calcio reggino. Da quel momento, la Reggina non fu più la stessa. E nemmeno Martino.
Perché Tonino, a differenza di tanti, non ha mai considerato Reggio Calabria una tappa. L’ha scelta. L’ha adottata. L’ha trasformata nella sua casa. Qui ha deciso di vivere, di crescere la sua famiglia, di restare anche quando la carriera è finita. E soprattutto, qui ha scelto di continuare a dare al calcio ciò che il calcio gli aveva dato: tempo, passione, competenza. Oggi allena e forma giovani calciatori, bambini che lo guardano con l’ammirazione riservata a chi ha scritto una pagina che nessuno potrà mai cancellare.Il suo lavoro quotidiano nei settori giovanili è la naturale prosecuzione di quel gol: un gesto che continua a generare futuro. Martino trasmette valori, disciplina, entusiasmo. Insegna che la maglia amaranto non si indossa soltanto: si vive. E i ragazzi che allena sognano di ripercorrere le sue orme, di calcare il Granillo, di diventare protagonisti come lui lo fu in quel pomeriggio di giugno.
A distanza di anni, il 13 giugno resta una data scolpita nella memoria collettiva. Non solo per la promozione, ma per ciò che rappresenta: il momento in cui un uomo normale compì un gesto straordinario. Tonino Martino rimane una figura centrale nella storia della Reggina, un simbolo di appartenenza e continuità. Un ex calciatore che ha scelto di restare, di costruire, di educare. Un reggino d’adozione che Reggio ha adottato per sempre.