Se Atene piange, Sparta non ride: Messina retrocesso in Eccellenza
"Se Atene piange, Sparta non ride" - Lo abbiamo sentito molte volte, soprattutto durante le maratone di Mentana, oggi, però, questo detto assume un significato profondissimo in riva allo Stretto. A Reggio la Reggina trionfa contro l'Athletic Palermo ma la vera notizia è l'assenza del pubblico, presente, invece, in massa tra le vie della città per protestare contro l'attuale proprietà dopo il terzo campionato fallimentare in Serie D.
A Messina va anche peggio. I peloritani sono costretti a salutare la quarta serie dopo una prima parte di stagione straordinaria. Per lunghi tratti, Trasciani e compagni hanno fatto pensare che i giallorossi potessero andare ben oltre l'obiettivo inizialmente fissato. Purtroppo, però, il girone di ritorno è stato estremamente deludente. La squadra di Feola non ha saputo replicare le ottime prestazioni e impressioni della parte iniziale del campionato, riuscendo, quasi in extremis a evitare la retrocessione diretta.
Un verdetto rimandato di sola una settimana. Infatti, dopo oltre centoventi minuti di intensità, agonismo e sofferenza, il Messina è ufficialmente sprofondato in Eccellenza. Sembra un incubo, una trama orchestrata dal miglior regista horror hollywoodiano, è la realtà. Lo Stretto ha attraversato crisi profonde da entrambi i lati, ma oggi, dieci maggio 2026 ha toccato il fondo.
Sono lontani i tempi della Serie A, i derby in cui si scontravano Riganò, Parisi, Di Napoli, Cozza, Amoruso e Mesto. Forse è arrivato il momento di aprire gli occhi e di pensare al futuro. La gente che vive "Tra Scilla e Cariddi" non merita i fallimenti sportivi maturati negli ultimi anni.