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Se Atene piange, Sparta non ride: Messina retrocesso in Eccellenza

di Antonino Iorfida

"Se Atene piange, Sparta non ride"Lo abbiamo sentito molte volte, soprattutto durante le maratone di Mentana, oggi, però, questo detto assume un significato profondissimo in riva allo Stretto. A Reggio la Reggina trionfa contro l'Athletic Palermo ma la vera notizia è l'assenza del pubblico, presente, invece, in massa tra le vie della città per protestare contro l'attuale proprietà dopo il terzo campionato fallimentare in Serie D.

A Messina va anche peggio. I peloritani sono costretti a salutare la quarta serie dopo una prima parte di stagione straordinaria. Per lunghi tratti, Trasciani e compagni hanno fatto pensare che i giallorossi potessero andare ben oltre l'obiettivo inizialmente fissato. Purtroppo, però, il girone di ritorno è stato estremamente deludente. La squadra di Feola non ha saputo replicare le ottime prestazioni e impressioni della parte iniziale del campionato, riuscendo, quasi in extremis a evitare la retrocessione diretta. 

Un verdetto rimandato di sola una settimana. Infatti, dopo oltre centoventi minuti di intensità, agonismo e sofferenza, il Messina è ufficialmente sprofondato in Eccellenza. Sembra un incubo, una trama orchestrata dal miglior regista horror hollywoodiano, è la realtà. Lo Stretto ha attraversato crisi profonde da entrambi i lati, ma oggi, dieci maggio 2026 ha toccato il fondo.

Sono lontani i tempi della Serie A, i derby in cui si scontravano Riganò, Parisi, Di Napoli, Cozza, Amoruso e Mesto. Forse è arrivato il momento di aprire gli occhi e di pensare al futuro. La gente che vive "Tra Scilla e Cariddi" non merita i fallimenti sportivi maturati negli ultimi anni.


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