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Reggina, non è ancora finita: acuto in casa dell'Athletic Palermo, primo posto a -3

di Rocco Genovese

Il "trittico terribile" si conclude con due vittorie pesantissime, in casa di due pretendenti al successo finale. La squadra con la miglior difesa del girone I batte a domicilio quella con il migliore attacco e coglie il secondo successo esterno consecutivo, in un "Velodromo" aperto solo ai tifosi di casa, tutto ciò al termine di una gara tesa, (molto) nervosa e che è rimasta in bilico fino all'ultimo più a causa dell'imprecisione delle punte amaranto che per merito dei nero-rosa. 

Prosegue il "silenzio radio" pre-gara di Torrisi, magari perché non c'era nulla di nuovo da segnalare: confermato l'undici sceso in campo dal 1' nel recupero di mercoledì ed il 4-2-3-1 che aveva portato alla scalata in classifica, bocciati quasi tutti i calciatori arrivati nel mercato di gennaio. L'andamento della sfida ricalca quello con visto con la Nuova Igea Virtus, con una squadra che fa girare a vuoto i quotati padroni di casa dell'Athletic Palermo ma non trova il modo di pungere (da segnalare un contatto falloso su Di Grazia, probabilmente avvenuto poco dentro l'area di rigore), diversamente dalla partita recuperata a metà settimana non mancano i colpi proibiti, soprattutto ai danni di Ferraro. L'arbitro sventola un paio di cartellini "arancioni", ma non si lascia sfuggire il controllo della gara.

L'episodio che decide la partita capita ad inizio ripresa, Salandria (subentrato nell'intervallo a Fofana) innesca Ferraro, che galoppa verso l'area e prova una conclusione di potenza: Martinez si oppone, ma il numero 9 ospite si riappropria della sfera e la deposita nella porta sguarnita.

L'Athletic Palermo ci mette un po' a riorganizzarsi, ma la Reggina non ne approfitta ed a metà ripresa lo stesso Ferraro pecca di cinismo, dopo che Edera aveva sfruttato un errore in uscita di un difensore di casa ed aperto subito per Mungo e quest'ultimo lo aveva messo a tu per tu con Martinez.

Gli uomini dell'altro Ferraro, l'allenatore della squadra di casa, provano ad impensierire la retroguardia amaranto buttando palloni in area, ma l'unico pericolo concreto deriva da un tiro di prima intenzione di Varela dal cerchio dell'area di rigore, che saggia i riflessi di Lagonigro e porta ad un angolo che non darà esito.

La Reggina dimostra di saper soffrire, e di volerlo fare fino all'ultimo istante, visto che nel recupero il neoentrato Pellicanò, innescato dall'altro subentrato Ragusa, calcia addosso a Martinez il pallone del possibile 0-2, ed a 30 secondi dalla fine Rafele, tutto solo in area amaranto, calcia ma non trova lo specchio della porta.

Nona vittoria esterna per gli uomini di Torrisi, un'altra partita senza subire reti, Reggina che nel girone di ritorno ha fatto più punti di tutti... però il Savoia ha regolato fra le mura amiche il Ragusa, la Nissa ha calato il pokerissimo nel derby di San Cataldo e si è presa la vetta solitaria, e la Reggina resta quarta in classifica. Con qualsiasi altro risultato diverso dalla vittoria si sarebbe chiusa anzitempo la stagione, il dubbio è se l'impresa di oggi pomeriggio aumenti le possibilità di successo, o solo i rimpianti. La Reggina ora va in pausa forzata, causa rinvio della prossima partita, si tornerà in campo il 12 aprile a Gela.


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