Reggina, mister Torrisi in vista dell' Igea Virtus: " Dobbiamo essere dominanti. In campo non vanno le chiacchiere, vanno i giocatori"
Alla vigilia del big match tra Igea Virtus e Reggina, parla il tecnico amaranto Alfio Torrisi, il quale insieme ai suoi giocatori è pronto ad affrontare questa sfida che può decidere la stagione.
Alfio Torrisi:"Conosciamo l’importanza di questa gara. Non c’è bisogno di ripeterlo nello spogliatoio: lo sentiamo sulla pelle, lo vediamo negli occhi l’uno dell’altro. Siamo consapevoli, siamo sereni, e soprattutto sappiamo chi siamo. La nostra forza non è un’idea astratta: è lavoro, sacrificio, identità. L’avversario ha fatto qualcosa di straordinario, penalizzazione o no. Ma noi… noi siamo stati costruiti per questo tipo di partite. Per loro è la partita più importante degli ultimi vent’anni. Per noi è la partita che conferma ciò che siamo destinati a diventare. Loro coltivavano un sogno, quello della Serie C, e ora rischiano persino i playoff. Ma in campo non vanno i sogni, non vanno le chiacchiere: vanno i giocatori. E noi dobbiamo essere dominanti. Dominanti nell’atteggiamento, perfetti tatticamente, lucidi emotivamente. Perché queste sono le gare in cui ritrovi motivazioni che non sapevi nemmeno di avere.Ho uomini che hanno giocato davanti a trentamila persone, qualcuno ha fatto l’Europa League. Io vivo per queste partite. Rispetto per tutti, ma il blasone della Reggina non si discute. Non si abbassa. Non si piega.Psicologicamente dobbiamo essere superiori. Leggere i momenti, riconoscere l’inerzia, avere autostima, consapevolezza. È questo che fa la differenza. La nostra gente ha polverizzato i biglietti in pochi minuti: non possiamo permetterci di deluderla. All’andata eravamo un’altra squadra, lontani parenti di ciò che siamo oggi. Tutto era embrionale, fragile, in costruzione. Eppure perdemmo solo per una nostra disattenzione. Oggi no. Oggi siamo squadra. Siamo diversi. Molto diversi. La Reggina deve vincere. Non perché lo dico io, ma perché qui c’è una storia che pesa, una società che ci crede, un patron che è venuto a guardarci negli occhi, dei direttori sempre presenti. Siamo obbligati ad andare in Serie C. L’ho promesso quando sono arrivato. E le promesse, qui, non si tradiscono. Abbiamo una grande responsabilità. E io voglio che ce la prendiamo tutta, fino all’ultimo minuto, fino all’ultimo respiro."