Reggina, giù la maschera
Fonte: Lorenzo Vitto
Di Lorenzo Vitto - Nessuno vuole immaginare una Reggina ai nastri di partenza nel suo quarto campionato di serie D consecutivo, nella stagione 2026-2027. Non è tempo di processi quando ci sono ancora 8 gare da giocare ed una classifica, speriamo, tutta da ridisegnare. La squadra costruita per vincere il campionato sta annaspando e ha perso tantissimi punti per strada e in più mettiamoci un allenatore messo alla porta, sostituito dal folcloristico Alfio Torrisi che quantomeno ha stravinto un campionato di serie D alla guida del Trapani. Dall’esterno sembra di vivere in un’oasi dove si respira un'area naturale e salubre che ha come scopo la preservazione di un luogo protetto dai profumi incantevoli, ma la cruda realtà dice tutto l’opposto. Certamente la classifica non aiuta a smorzare gli animi e si intrecciano voci le quali, tra smentite e pura realtà verificata, non è un bel quadro da esporre per i visitatori, ovvero i tifosi.
Sussiste il problema stipendi. I casi di stipendi non pagati ai calciatori sono più comuni di quanto si pensi e riguardano non solo club minori, ma anche società storiche e campionati di primo livello. Quindi tutto nella normalità.
I motivi principali del mancato pagamento degli stipendi puntuali e non semplici acconti sono: bilanci insostenibili e società che spendono più di quanto possano permettersi. La Reggina tra queste? La risposta la rivolgiamo al proprietario del club Ballarino, nel caso ci fossero pendenze o promesse non mantenute e mancato rispetto degli impegni. E a quei calciatori, principali protagonisti, che rompono il silenzio dello spogliatoio amplificando più del dovuto anche le faccende più banali, che affrontassero il problema o i problemi in maniera professionale con chi di competenza.