Reggina – Cozza, c’eravamo tanto amati?
A poche ore di Reggina–Acireale, anticipo della 28ª giornata di Serie D, il Granillo si prepara a riaprire un capitolo che in città non è mai stato davvero chiuso. Perché al di là della classifica, delle ambizioni, dei punti che pesano come macigni, quest'oggi torna a casa un volto che ha segnato un’epoca: Francesco Cozza. Un simbolo, un’icona, un pezzo di storia amaranto. Eppure, negli ultimi anni, quel legame che sembrava indistruttibile si è incrinato. Qualche dichiarazione fuori posto, qualche incomprensione, qualche ferita che la piazza non ha ancora del tutto rimarginato. Nulla di irreparabile, ma abbastanza per rendere l’accoglienza di questo pomeriggio un piccolo romanzo nel romanzo.
Sarà interessante osservare cosa accadrà sugli spalti quando Cozza metterà piede sul prato del Granillo. Perché una volta iniziata la partita, ognuno penserà al proprio destino: la Reggina a inseguire il primato, l’Acireale a lottare per la salvezza. Novanta minuti di battaglia, senza sconti, senza sentimentalismi. Ma prima e dopo, gli occhi saranno tutti lì: sul tecnico granata e sulla reazione del suo vecchio popolo.
Un anno fa, con il Locri, Cozza mise in seria difficoltà la Reggina di Trocini. Gli amaranto vinsero in rimonta, soffrendo, e da quella vittoria iniziò una cavalcata che li portò a un passo dalla Lega Pro. Chissà che il destino non decida di riproporre lo stesso copione, con lo stesso protagonista sullo sfondo.
Ma al di là del risultato, una cosa resta scolpita: Ciccio Cozza non potrà mai essere un avversario qualunque. Chi ama la Reggina non può dimenticare ciò che ha rappresentato: il capitano, il leader tecnico ed emotivo di una squadra che ha fatto sognare un’intera città. Le incomprensioni, nella vita, capitano anche tra genitori e figli. Ma il legame resta, perché certe storie non si cancellano.
E allora forse è davvero arrivato il momento di seppellire l’ascia di guerra. Perché Cozza e la Reggina, nel bene e nel male, si sono amati profondamente. E certe storie, anche quando si complicano, non finiscono mai davvero.
Domani vinca il migliore. Ma una cosa è certa:
l’amore amaranto non si discute, si porta nel cuore. Per sempre.