.

Play off - Reggina - Athl Palermo 1-0: decide Di Grazia dal dischetto. In finale c'è la Nissa

di Rocco Calandruccio

La fotografia più sincera della giornata è il Granillo semivuoto, un catino che rimbomba di assenze più che di voci, un silenzio che pesa come un giudizio. In questo scenario sospeso, quasi irreale, la Reggina affronta l’Athletic Palermo per un play off che non serve a nessuno, un prolungamento forzato di una stagione che tutti a Reggio vorrebbero già dimenticare. Torrisi si affida ai soliti undici, gli unici che nelle ultime settimane hanno garantito un minimo di stabilità, mentre sugli spalti regna sovrana la rassegnazione, e l’attesa per un futuro ancora nebuloso diventa l’unico vero filo che tiene insieme la comunità amaranto. Il primo tempo scorre su un equilibrio fragile: gli ospiti trovano subito un gol, annullato per fuorigioco, mentre la Reggina prova a pungere senza mai affondare davvero. L’occasione più nitida capita a Mungo, che dentro l’area calcia senza cattiveria, consegnando a Martinez un pallone facile da respingere. È la sintesi perfetta della stagione amaranto: idee discrete, esecuzione fragile, una squadra che arriva ma non incide, che costruisce ma non finalizza, che vive di tentativi più che di certezze.

La ripresa si apre con ritmi più bassi, le due squadre amministrano le energie dopo un primo tempo intenso, consapevoli che la partita si deciderà su un episodio. Girasole sfiora il vantaggio scheggiando la traversa, Maurino risponde per i siciliani ma Lagonigro è attento. Poi l’Athletic resta in dieci per un fallo di mano ingenuo di Micoli, un gesto infelice davanti alla porta amaranto. È il preludio alla svolta: al 72’, Palumbo viene lanciato verso la porta e Martinez lo stende, regalando alla Reggina un rigore inevitabile. Sul dischetto va Di Grazia, glaciale, preciso, decisivo. Uno a zero, e partita indirizzata. Per i palermitani piove sul bagnato: Varela protesta oltre il limite e si fa cacciare, lasciando i suoi in nove. Gli ultimi minuti sono solo gestione, attesa, un lento scorrere verso un finale già scritto. Dopo tre minuti di recupero, la Reggina vince e si guadagna la finale, dove affronterà la Nissa dell’ex De Felice, reduce dal successo rotondo sulla Gelbison. Una semifinale che, però, non cambia nulla: è solo un altro capitolo di una stagione che si trascina, un allungamento dell’agonia per due squadre che sanno già che il prossimo anno saranno ancora qui, nell’inferno della Serie D.

Onore all’Athletic Palermo, alla sua prima partecipazione nella categoria: una realtà solida, organizzata, coraggiosa, destinata a crescere e a lottare per traguardi importanti. Tornando alla Reggina, oggi il Granillo è stato salutato ufficialmente, non con entusiasmo ma con una speranza fragile, quasi utopica, che nelle prossime settimane possa finalmente arrivare una svolta societaria credibile. Perché la verità è semplice: la Reggina non può permettersi un altro anno così, e la città non può più reggere un’altra stagione di promesse, illusioni e crolli. A Reggio Calabria non è rimasto che questo: la speranza. L’ultima, l’unica, la più difficile da mantenere viva.

TABELLINO

Reggina - Athletic Club Palermo 1-0
Marcatori: 76′ rig. Di Grazia

Reggina (4-2-3-1): Lagonigro; Giuliodori, R. Girasole, D. Girasole, Distratto; Laaribi (16’st Salandria), Fofana; Ragusa (16’st Edera), Mungo (25’st Palumbo), Di Grazia (36’st Porcino); Ferraro (38’st Guida). A disp.: Summa, Adejo, Desiato, Macrì. All.: Torrisi

Athletic Club Palermo (4-2-3-1): Martinez; Rampulla, Panaro, Crivello (44’st Rafele), Mazzotta; Lores Varela, Maurino (38’st Anzelmo); Zalazar (38’st Zaic), Bonfiglio (38’st Faccetti) Grillo (44’st Matera); Micoli. A disp.: Marchese, Torres, Sanchez, Grammauta. All.: Ferraro

Arbitro: Francesco Saffioti di Como
Note: presenti 1.008 spettatori; ammoniti Crivello, Martinez, Panaro; espulsi Micoli al 23’st per doppia ammonizione e Lores Varela al 33’st per proteste; recupero 1’pt, 3’st


Altre notizie
PUBBLICITÀ