Sambiase, Strumbo: "Al Granillo per dare il massimo, società e tifosi sono straordinari"
Ai microfoni di TuttoCalcioCalabria.it ecco Gerardo Strumbo, difensore tra i più rocciosi e forti del girone I e leader del Sambiase, prossimo avversario della Reggina al Granillo. Tanti i temi trattati, dalla scelta di tornare in Calabria alle stagioni vissute da assoluto protagonista in Eccellenza e Serie D.
Ciao Gerardo, partiamo dall'inizio. Quando sei arrivato al Sambiase hai deciso di scendere di categoria per indossare questa maglia. Cosa ti ha spinto a prendere questa decisione?
"Non sono stato l'unico, con me c'erano altri calciatori importanti come Crucitti. Non conoscevo la realtà, anche perché per vent'anni sono stato fuori dalla Calabria, mi ha convinto la società, si parlava un gran bene dell'ambiente e c'erano grandi ambizioni. Infatti poi abbiamo vinto il campionato. Penso che non avrei potuto prendere decisione migliore".
In questi due anni avete fatto benissimo, diventando una realtà importante della Serie D. Qual è il segreto dietro questi successi?
"Partiamo da un presupposto fondamentale, i successi di una squadra dipendono dal lavoro della società. Noi abbiamo alle spalle persone serie e competenti che ci hanno permesso di arrivare a certi livelli. Nella passata stagione, così come in questa l'obiettivo era la salvezza, ma grazie allo staff tecnico e al gruppo siamo andati oltre, raggiungendo i playoff il primo anno e sfiorandoli in questo. Come squadra non ci siamo posti mai limiti, anche perché supportati da una dirigenza di livello. Raggiunto l'obiettivo abbiamo provato ad eguagliare il risultato dello scorso anno ma non ci siamo riusciti per poco, c'è un po' di rammarico ma anche la consapevolezza di aver fatto bene"
Non era facile riconfermarsi, anche perché durante il calciomercato avete cambiato tanto. Come avete fatto a legare in così poco tempo con i nuovi arrivati?
"La società ha riconfermato lo zoccolo duro, io e altri cinque compagni siamo qui da tre anni. Quando si parte da un'ossatura diventa tutto più semplice, siamo dei fratelli ormai, non siamo solo compagni di squadra. Abbiamo delle tradizioni e delle usanze nello spogliatoio che cerchiamo di trasmettere immediatamente ai nuovi arrivati, oltre ovviamente a un atteggiamento positivo. I calciatori chiamati a sostituire i vari Umbaca, Ferraro e Zerbo non avevano un compito facile. I ragazzi che sono partiti non erano solo ottimi calciatori, ma anche persone straordinarie. Durante il ritiro, però, conoscendo i nuovi compagni ci siamo subito resi conto che sarebbero stati all'altezza sia sul piano tecnico che sul piano umano".
Nella prossima gara affronterete la Reggina al Granillo. Voi avete già sfatato il tabù della "squadra che non ha più nulla da chiedere al campionato", fermando la Nissa. Come affronterete questa partita e con quale spirito arriverete a una gara così importante in uno stadio che ha ospitato tantissimi campioni?
"Ci presenteremo al Granillo per dare il massimo come sempre. Mi auguro possa essere una bellissima giornata di sport con tanti tifosi e tante famiglie. Giocare in uno stadio del genere è sempre bellissimo. Detto questo, noi vogliamo ottenere un risultato positivo per i nostri tifosi e la nostra società perché quando scendiamo in campo noi rappresentiamo loro, quindi è giusto dare sempre tutto, soprattutto per loro. La nostra gente è favolosa, ci sostiene sempre, ti racconto un episodio: dovevamo giocare a Palermo e il settore ospiti era inagibile, loro sono venuti in Sicilia, ci hanno salutato, caricato e poi sono tornati in Calabria per guardare la partita. Per questo, ripeto, noi dobbiamo dare il massimo e speriamo di ritornare da Reggio Calabria con il miglior risultato possibile".
Si è parlato molto del vostro goal annullato contro la Nissa, dal campo che sensazione avete avuto?
"Ti devo dire la verità, dal campo non ci siamo resi conto che la palla fosse entrata, altrimenti avremmo giustamente protestato. Dopo la partita ci hanno fatto vedere il video ed effettivamente era goal. Resta un errore ma l'arbitro è comunque un essere umano e come noi può sbagliare. Io per esempio sono contro il VAR, perché penso che la decisione debba essere presa in quell'istante secondo le sensazioni che ha avuto il direttore di gara".