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Reggina, senti Porcaro: "Amaranto più forti di tutti. Ferraro migliore attaccante della categoria, ma Guida si farà valere. La partita di Paternò? Vi dico tutto..."

di Rocco Calandruccio
Fonte: A cura della Redazione di TuttoCalcioCalabria

In vista di Ragusa - Reggina, parla ai microfoni di TCC il doppio ex Pasquale Porcaro('88), difensore reggino tornato in questa stagione al Licata, dove sta contribuendo al primato dei gialloblù nel campionato di Eccellenza siciliana girone A. Cresciuto nel settore giovanile della Reggina, per poi girovagare per l'Italia  da protagonista tra Lega Pro e Serie D. Tra le tante squadre di Serie D in cui Porcaro ha militato c'è anche il Ragusa, precisamente due stagioni fa, quando fu avversario degli amaranto. In questa intervista, l'esperto centrale difensivo, ci regala delle interessanti considerazioni sul campionato di Serie D e sul momento della squadra di mister Torrisi, ma anche qualche retroscena avvenuto lo scorso anno durante Paternò - Reggina, sfida piuttosto accesa che lo vide protagonista tra le fila della squadra etnea.

Pasquale, domenica si è interrotta la striscia di vittorie consecutive ma la Reggina ha preso un buon punto contro il Savoia e resta in piena lotta promozione. Quali sono le tue sensazioni sul prosieguo del campionato?

"Te lo dico senza mezzi termini: penso che la Reggina sia la più forte di tutte, soprattutto là davanti. La risalita in classifica non mi sorprende, era chiaro che nei primi due mesi ci sono stati dei problemi tali da non permettere alla squadra di esprimere il suo valore". 

All'orizzonte c'è la sfida sul campo del Ragusa, contro una squadra in piena lotta salvezza e che sa come dare filo da torcere a squadre più attrezzate, visto che proprio all' "Aldo Campo" il Savoia ha perso e la Nissa non è andata oltre lo 0-0. Sarà una "gara trappola" per gli ospiti?

"Tutto vero, aggiungo che mi aspetto una partenza arrembante del Ragusa, perché i punti iniziano a pesare e sicuramente loro vogliono approfittare dello scontro diretto fra Sancataldese ed Acireale per provare a distanziare entrambe, e magari recuperare qualcosa sull'Enna, che gioca a Messina. Non conosco molto bene i giocatori di quest'anno, del gruppo in cui c'ero anche io sono rimasti solo Sinatra e Benassi, ma immagino che non avranno niente da perdere, e proveranno a mettere da subito in difficoltà gli avversari. In ogni caso, penso e spero che alla fine la Reggina prevarrà". 

Oltre alla Reggina, chi credi che sia una seria accreditata per la vittoria finale?

"Tra le altre squadre che sono nelle prime posizioni penso che solo la Nissa abbia una rosa con un valore paragonabile a quello della Reggina però mi ha molto bene impressionato l'Athletic Palermo: ha confermato l'ossatura della squadra che ha vinto l'Eccellenza e preso 3-4 elementi di spessore, e non dimentichiamoci che lì c'è un certo Perinetti. Certo, il fatto che una neopromossa sia in lotta per la vittoria, per quanto possa giocare sulle ali dell'entusiasmo, mi fa anche pensare che il livello della serie D si sia ulteriormente abbassato, anche se non penso che il girone I sia il più scarso qualitativamente".

Secondo te, qual è stato il vero grande problema della prima parte del campionato della Reggina?

"Mi sento spesso con Nino Barillà, in quel periodo lui mi spiegava che alcuni giocatori non riuscivano a rendere come volevano e che, in parte, non hanno retto le pressioni date dal fatto che la Reggina avrebbe dovuto vincere a tutti i costi. Poi, è chiaro che ci sono stati grossi problemi all'interno dello spogliatoio, altrimenti non avrebbero cambiato tanti elementi tra novembre e dicembre".

Hai evidenziato il valore dell'attacco degli amaranto, ma tra le squadre in zona play off è quella che ha segnato meno reti, persino Enna e Gela hanno un numero di reti all'attivo superiore. Tuttavia, Ferraro è l'uomo simbolo della rinascita della Reggina di mister Torrisi, nell'ultimo turno ha segnato una rete tanto bella quanto importante. Cosa pensi di lui? 

"Ti dico solo questo: quando la Reggina lo ha ingaggiato, ho scritto a Nino questo messaggio:<< Avete preso l'attaccante più forte della categoria.>> Ritengo Ferraro un attaccante completo, forte fisicamente ma anche agile e veloce, e sono molto contento che, dopo un inizio che anche per lui non è stato positivo, stia giocando e segnando regolarmente. Penso che sia pronto anche per giocare in Serie C".

Conosci molto bene anche Guida, visto che lo scorso anno ci hai giocato insieme a Paternò. Nelle sue prime uscite con la maglia amaranto ha dimostrato tanta voglia di fare ma non è ancora riuscito ad incidere: secondo te, cosa manca per vederlo al massimo del suo potenziale?

"Beh, anche Angelo è un calciatore che sa farsi valere, deve solo prendere confidenza con i compagni e acquisire minutaggio visto che viene dalla Cavese dove ha giocato pochissimo. Penso che lui e Ferraro possano giocare tranquillamente insieme".

A proposito, come mai hai lasciato il Paternò?

"Io sarei rimasto tranquillamente, perché ero il capitano, stavo bene ed avevo trovato un presidente come Mazzamuto che non ha fatto mancare nulla a me ed agli altri ed aveva anche iscritto la squadra, pur avendo già fatto intendere che non aveva le risorse per tirare avanti a lungo. Purtroppo, qualcuno gli ha presentato questi investitori stranieri (Kirdi e Kamal, ndr), che hanno cambiato totalmente la rosa, indebolendola, e non hanno trovato elementi competenti per gestire la squadra e renderla competitiva. Capisco perfettamente che Mazzamuto abbia voluto lasciare, perché la squadra non era seguita, visto che a parte quando sono venire a giocare proprio la Reggina o il Siracusa allo stadio venivano a vederci, di regola, 3-400 persone: mi hanno detto che potrebbe riprendersi la squadra, chiaramente ripartendo dall'Eccellenza".

Lo scorso anno c'è stato il ritiro in corsa dell' Akragas, sicuro che la storia non si ripeta? Hai avuto modo di parlarne con Millesi ?

"Ho giocato con lui all'Avellino, ma non lo sento da un po', da quando faceva il secondo di Pidatella alla Sancataldese; ad ogni modo, non credo che il Paternò si ritiri perché altrimenti perdono il titolo sportivo".

Quando si parla di te, del Paternò e della Reggina, è inevitabile tornare alla partita dell'anno scorso, nella quale... non ti sei risparmiato. Lo sai che parecchi tifosi della Reggina ti hanno criticato, vero?

"Certo che lo so, semmai non so di cosa avrei dovuto pentirmi, visto che sono un difensore che ama giocare in un certo modo e mi reputo un professionista, a prescindere dalla categoria nella quale milito, e cerco di dare il massimo per la mia squadra, quale che sia. Tutti sanno che il mio sogno sarebbe stato giocare con la Reggina, per la squadra che amo e nella quale sono cresciuto, ma questo non significa che debba farmi da parte quando l'affronto. Vuoi sapere come sono andate le cose?"

Certo.

"Prima della partita circolavano delle voci secondo le quali io ed i miei compagni avremmo ricevuto un premio dal Siracusa se avessimo fermato la Reggina, e già questa cosa mi aveva indispettito per due motivi: non solo non eravamo ancora salvi, ed ogni punto ci avrebbe fatto comodo, ma ho trovato offensivo che qualcuno potesse mettere in dubbio la nostra professionalità, perché quando il Siracusa è venuto a giocare a Paternò abbiamo dato tutto e loro si sono salvati solo con un goal al 94', e pure al ritorno, anche se io non c'ero, la mia squadra ha fatto la sua partita ed era persino andata in vantaggio, anche se il goal è stato annullato ingiustamente". 

Cosa è successo durante la partita?

"Evito di fare nomi, ma qualcuno in campo ha iniziato a criticarmi perché, a suo dire, non avrei dovuto "essere così duro" e c'è stato anche chi ha iniziato ad insultare me e mia moglie. Io ho la coscienza a posto, e persino il dottore Favasuli, che mi conosce da quando ero un ragazzino, a fine partita si è avvicinato e mi ha detto che non avrei potuto fare altro che giocarmi la mia partita, come ho fatto".

Dopo aver parlato del passato chiudiamo con il futuro: con il tuo Licata sei in testa nel girone A di Eccellenza Sicilia, ma oltre alla vittoria del campionato che progetti hai, anche a lungo termine?

"Intanto voglio godermi questi ultimi mesi, e spero di contribuire a riportare il Licata in serie D. Qui mi trovo benissimo, e non avrei problemi a rimanere. Quanto al futuro, ammetto di non vedermi nel mondo del calcio una volta che mi sarò ritirato: ho visto troppe cose sporche e spiacevoli, e per qualcuno risulto scomodo per il mio modo di essere e di fare. Penso di poter giocare ancora, ma inizio anche a guardarmi attorno in cerca del progetto migliore, soprattutto per mia moglie ed i miei figli".


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