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RASTELLI: "Aquilani ha dato un'identità al Catanzaro. A Monza, i giochi sono ancora aperti"

di Rocco Calandruccio

Massimo Rastelli, ieri sera negli studi di B‑Style, ha riportato il Catanzaro dentro il suo racconto con la naturalezza di chi quelle maglie le ha vissute sulla pelle. L’ex attaccante, oggi tecnico esperto e voce autorevole del calcio italiano, ha esaltato del lavoro di Alberto Aquilani , riconoscendo nei giallorossi una squadra che non solo ha meritato la finale, ma che ha anche la forza mentale per giocarsi la partita decisiva a Monza senza complessi, senza timori, con quella fame che ha accompagnato tutta la loro stagione.Rastelli non è un commentatore qualsiasi quando parla del Catanzaro. Il suo esordio nei professionisti, stagione 1988/1989, lo lega a un’epoca che ancora oggi profuma di nostalgia.

Mister, come valuta la stagione del Catanzaro e il lavoro di Alberto Aquilani?

"Il Catanzaro ha fatto un percorso straordinario, giocando un bel calcio e valorizzando tanti giovani interessanti. Aquilani ha modellato al meglio la squadra, dandole un’identità ben precisa che l’ha condotta a giocarsi una meritata finale".

A proposito di finale: dopo lo 0‑2 del Ceravolo, crede che i giallorossi possano compiere il miracolo in casa del Monza?

"Nel calcio nulla si può dare per scontato, perciò credo che i giochi siano ancora aperti. Il Catanzaro andrà lì a giocarsi la propria partita senza nulla da perdere e con la mente più leggera. Le pressioni sono tutte dalla parte del Monza, deciso a voler chiudere i giochi il prima possibile, forte del successo dell’andata. Ribadisco: guai a pensare che sia finita. Il Catanzaro è una squadra che non si fa condizionare e proverà a compiere l’impresa giocando alla sua maniera".

Tra i giocatori più interessanti c’è sicuramente Costantino Favasuli. Si aspettava la sua convocazione in Nazionale?

"Favasuli è uno dei giocatori più forti della Serie B, il ragazzo ha tutto per fare una carriera importante. La convocazione in Azzurro è il giusto premio per ciò che sta dimostrando. Condivido la scelta del ct Baldini di convocare tanti giovani per le amichevoli contro Lussemburgo e Grecia: è l’occasione perfetta per mettersi in mostra e magari avviare un percorso che riporti la nostra Nazionale ai livelli che merita".

La sua carriera da calciatore è stata ricca di soddisfazioni. Tra le maglie indossate c’è anche quella del Catanzaro: che ricordi conserva?

"Conservo ricordi bellissimi. Grazie al Catanzaro ho esordito nel calcio professionistico. Arrivavo dal Solofra in Serie D, e Catanzaro è stata una tappa fondamentale per la mia carriera. Era la stagione 1988/1989: disputammo un grande campionato, sfiorando il ritorno in Serie A. Un’esperienza straordinaria, sia dal punto di vista umano che professionale".

Per concludere: quando la rivedremo in panchina?

"Spero presto. Il campo mi manca e ho tanta voglia di ripartire, ma non voglio fare scelte azzardate. Preferisco valutare bene, per non ripetere errori del passato. Credo di aver fatto cose buone in questi anni, quindi mi auguro che si ricordino di me. La voglia di ricominciare c’è, devono però crearsi le condizioni giuste".


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