MEZZINA: “A Cosenza non c’erano più le condizioni per proseguire. Abbiamo fatto esordire 13 giocatori in Prima squadra”
Sergio Mezzina, ospite della trasmissione B‑Style condotta da Salvatore Viscio, ha ripercorso con lucidità e orgoglio la sua esperienza alla guida del settore giovanile del Cosenza, conclusa la scorsa estate dopo sei stagioni più che positive. Un ciclo lungo e significativo, nel quale l'ex rossoblù ha costruito risultati concreti sia con la Primavera sia nel percorso di crescita dei tanti ragazzi che, soprattutto nelle ultime due annate, hanno avuto l’opportunità di affacciarsi in Prima squadra. Un lavoro silenzioso ma redditizio, che ha lasciato un’impronta profonda nel club di via Conforti.
Mister, quali sono stati motivi che l’hanno portata ad interrompere il suo rapporto con il Cosenza?
“Sono stati 6 anni importanti, dove abbiamo costruito tanto, crescendo anno dopo anno. Io avevo un altro anno di contratto con il Cosenza, ma ho preferito non proseguire perché a mio avviso non c’erano le condizioni”.
Tenendo conto che la società non ha mai avuto un progetto sul settore giovanile, lei insieme ai suoi collaboratori avete fatto un ottimo lavoro?
“Assolutamente si, insieme a tutti i nostri tecnici in questi ultimi anni abbiamo fatto esordire in Prima squadra ben 13 giocatori, dei quali alcuni si stanno ben confermando tra i professionisti e altri in Primavera. Aggiungo anche il piazzamento in semifinale raggiunto tre anni fa con la Primavera, un traguardo non da poco”.
A Cosenza è mancato un proprio centro sportivo, quanto è importante avere una struttura di proprietà per far crescere i ragazzi?
“ Cosenza è una città fornita di diversi impianti, ma devi affrontare dei costi per poterne usufruire. Cosa diversa avere un centro sportivo tutto tuo, dove far crescere i propri ragazzi e programmare gli allenamenti in maniera libera e autonoma. Gli impianti sono fondamentali per un società di calcio, soprattutto se si punta tanto sul settore giovanile”.
Il Frosinone è in lotta per salire in Serie A, la squadra ciociara è guidata dall’ex Cosenza Alvini e in rosa ha anche Zilli, giocatore che lei conosce bene. Si aspettava una stagione così da parte dei due ex rossoblù?
“Ho avuto modo di conoscere Alvini lo scorso anno a Cosenza e posso dire che un allenatore molto preparato. I suoi allenamenti sono di un’intensità incredibile e sa entrare nella testa dei giocatori, perciò non sono sorpreso di quello che di buono sta facendo quest’anno. A Frosinone, ha trovato quella tranquillità che gli permette di poter lavorare nelle migliori condizioni. Riguardo Zilli, è un ragazzo che ho cresciuto nel settore giovanile del Cosenza. Uno di quelli arrivati in Prima squadra, un ragazzo straordinario con una dedizione al lavoro impressionante. E’ migliorato molto tecnicamente, Alvini lo utilizza tantissimo a gara in corso, alternandolo a Raimondo che è un giocatore con ben altre caratteristiche fisiche e tecniche. La sua presenza in campo è preziosa, magari fa un gioco che può sembrare oscuro ma molto redditizio nell’economia del gioco della squadra”.
Riguardo il suo futuro?
“Al momento sono in attesa della chiamata giusta, sfrutto però questo tempo a disposizione per vedere partite e continuare ad aggiornarmi, in modo da proseguire il mio percorso di crescita professionale”.