DELLI SANTI: "Catanzaro e Benevento sanno programmare. Il Cosenza, può dire la sua ai play off. Nel nostro calcio non si insegna più la tecnica"
Ai microfoni di Tuttocalciocalabria.it Francesco Delli Santi, tecnico di rinomata esperienza e competenza, attualmente alla guida dell'Atletico Montalbano (Eccellenza Basilicata). L'esperto tecnico di San Giorgio Jonico, fa una panoramica interessante partendo dall'ottima stagione delle sue ex squadre Catanzaro e Benevento, passando per il Cosenza e finendo alla profonda crisi del calcio italiano.
Mister, due sue ex squadre come Catanzaro e Benevento stanno vivendo bei momenti. I giallorossi che cullano il sogno Serie A e i sanniti che ritrovano la cadetteria dopo tre anni. Quanto è stata importante la programmazione per queste due società?
"Sono contentissimo per queste due mie ex società, che hanno fatto della programmazione un marchio di fabbrica. Il Catanzaro ormai è una realtà consolidata della Serie B, grazie al lavoro di una società che sa di calcio, il Benevento ritrova meritatamente la Serie B e sono certo che sarà protagonista nel prossimo campionato".
A Catanzaro, c'è un progetto vero e una certa filosofia di calcio che mette nelle condizioni ideali sia i giovani che gli allenatori. E' d'accordo?
" Assolutamente si, per un allenatore avere alle spalle una società solida che ti mette nelle condizioni ideali di poter lavorare è fondamentale. Non è un caso che tutti gli allenatori passati per Catanzaro in questi anni, hanno ottenuto risultati straordinari. Riguardo i giovani, qui si vede la competenza del direttore sportivo e la filosofia della società, a conferma di ciò l'infortunio di Cissè e la scoperta di Liberali, il quale si sta ben comportando al suo primo anno in un campionato così importante come quella di B".
Secondo la sua esperienza, questo Catanzaro può dire la sua ai play off nonostante la possibile presenza di una corazzata tra Monza e Palermo?
" I play off come sempre sono una storia a sè, la differenza la farà la condizione psicofisica, che poi aiuta anche a portare dalla tua gli episodi. Questo Catanzaro per mentalità e qualità ha l'obbligo di non precludersi nulla, infatti credo che sarà un osso duro per chiunque".
Tornando al Benevento, quanto è stato importante l'arrivo in panchina di Floro Flores per poter centrare l'obiettivo?
" Sinceramente la squadra andava bene anche con Auteri, ma evidentemente c'erano dei problemi che andavano oltre l'aspetto tecnico. Floro Flores, ha avuto il merito di portare quell'entusiasmo e quella tranquillità necessaria ad una squadra già di per sè forte che aveva bisogno di un pò di serenità per poter raggiungere l'obiettivo come poi è stato".
Al Catania la scelta di aver allontanato Domenico Toscano si sta rivelando una scelta errata, non pensa che i meriti andrebbero più attribuiti al Benevento anziché far credere che sia stato un fallimento degli etnei?
"Ritengo ingiusto l'esonero di Toscano, il quale è stato mio ex giocatore oltre che uno degli allenatori più vincenti della Lega Pro. Una scelta incomprensibile da parte della società, visto che i risultati sono addirittura peggiorati. Un secondo posto con questo Benevento non può essere considerato un fallimento. Sarebbe stato meglio proseguire con Toscano e preparare al meglio i play off, invece ci troviamo qui a commentare un qualcosa che non si riesce a capire".
Mister, restando nel Girone C di Lega Pro e a proposito di play off, che ruolo potranno ricoprire le due calabresi Cosenza e Crotone?
"Sono due squadre esperte che possono essere entrambe protagoniste, specie il Cosenza, che nonostante la rottura tra tifo e proprietà può dire la sua. Credo nella squadra di Buscè, può davvero far bene. I play off in Lega Pro rispetto a quelli di B sono come una roulette russa, ma anche qui la condizione psicofisica sarà determinante. perciò attenzione al Cosenza che non vuole precludersi nulla e vuole ottenere il massimo, avendo grosse motivaizioni".
Non posso non chiederle la sua autorevole opinione riguardo la crisi del calcio italiano, confermata dalla mancata qualificazione della Nazione ai Mondiali (la terza consecutiva). Quale è la sua ricetta per rilanciare il nostro calcio?
"Bisogna tornare a lavorare sulla tecnica, inserendo nei settori giovanili figure che siano istruttori-educatori. Gli allenatori vanno bene solo per le Prime squadre. La tecnica è fondamentale, purtroppo non tutti la sanno insegnare oppure troviamo allenatori che pensano al proprio tornaconto e non alla crescita del ragazzo, questo poi porta inevitabilmente a non valorizzare il talento. Non serve a nulla mettere in risalto le doti fisiche e atletiche se poi viene meno la tecnica. Altro problema è rappresentato dal fatto che i nostri ragazzi stanno poco tempo con la palla tra i piedi, cosa che non avviene in Spagna o in altre realtà, dove si lavora tanto col pallone e privilegiano l'aspetto tecnico. Riguardo la partita della Nazionale con la Bosnia, credo che sia stata sbagliata la lettura della partita, per il resto servirebbe a capo della FIGC un dirigente di lungo corso e un ex campione in grado di essere messo nelle condizioni ideali di poter operare a livello tecnico, migliorando i settori giovanili".
Lei ancora si diverte ad allenare.
"Per me il calcio è tutto, mi diverto ancora stare in campo con i ragazzi. Alleno l'Atletico Montalbano, formazione che milita nell'Eccellenza lucana, stiamo lottando per salvarci e faremo di tutto per riuscirci".