CORONA A TCC: " IL CATANZARO LAVORA PER ARRIVARE IN ALTO. SUDTIROL? I GIALLOROSSI POSSONO FARCELA "
Ai microfoni di TCC Giorgio Corona, ma per tutti i tifosi del Catanzaro è "Re Giorgio". Per lui tre anni significativi vissuti in giallorosso, conditi da una promozione in Serie B conquistata nella stagione 2003/2004, sotto la guida di Piero Braglia. L'ex bomber delle aquile, fa il punto sul campionato disputato fin qui da Iemmello e compagni, oltre ad un raffronto tra la Serie B dei suoi tempi e quella attuale.
Salve Giorgio, lei è ancora oggi ricordato con affetto dalla tifoseria del Catanzaro. Come valuta fin qui il cammino dei giallorossi?
"Il Catanzaro sta facendo un buonissimo campionato, nonostante una partenza poco convincente. La squadra sotto la guida di Aquilani, il quale lo ritengo un bravissimo allenatore, è cresciuta gara dopo gara. Giocano bene, propongono un calcio offensivo molto gradevole, non è un caso che abbiano perso poche partite e si trovano meritatamente in piena zona play off. Play off che il Catanzaro può centrare tranquillamente anche quest'anno, dove dovrà arrivare bene in primis mentalmente e di conseguenza fisicamente".
Tre allenatori diversi in questi tre anni, ma il risultato è lo stesso. Quanto c'è della società?
"Sicuramente c'è il lavoro di una società composta da persone qualificate, capaci e lungimiranti, in grado di mettere nelle condizioni ideali tecnico e giocatori nel rendere al meglio. Credo che loro debbano continuare a consolidarsi in Serie B, per poi puntare al salto di categoria appena i tempi saranno maturi. La strada intrapresa è quella giusta, non resta che continuare così".
Domani trasferta in casa del Sudtirol, come ci arriva il Catanzaro?
"Il Sudtirol è in un buon momento di forma e risultati, ma il Catanzaro ha le qualità e i mezzi per poter uscire dal Druso con il massimo risultato. Come ho detto prima è una squadra che propone calcio, chiaro però che non bisognerà lasciare nulla al caso, contro un avversario che vuole dare continuità per tirarsi definitivamente fuori dalla zona calda della classifica".
Come le sembra questa Serie B?
"E' una Serie B molto equilibrata, non puoi dare nulla per scontato. La classifica è molto corta, capita che chi naviga nei bassi fondi della classifica può battere chi sta ai vertici. E' proprio questo il suo fascino. Bene il Frosinone, Monza e Venezia stanno rispettando le attese della vigilia. Mi aspettavo che il Palermo stesse più in alto, ma c'è il tempo per recuperare. Cesena e Juve Stabia, mi stanno piacendo molto. Deluso dall' Empoli. Riguardo la lotta salvezza, credo che la Sampdoria con gli acquisti di gennaio ha tutte le carte in regola per centrare la salvezza".
Differenze con la cadetteria dei suoi tempi?
"Non voglio passare per presuntuoso, ma ai miei tempi c'era un livello nettamente superiore. Non so quanti di quelli che giocano ora potevano entrare negli spogliatoi che ho vissuto io. La Serie B di oggi, ha una qualità tecnica inferiore rispetto a quella del passato, ma nonostante ciò conserva equilibrio e suscita sempre particolare interesse ".
In questa Serie B, nelle dovute proporzioni, quale attaccante si avvicina a lei per caratteristiche?
" Sinceramente faccio fatica a farti un nome, forse Pietro Iemmello del Catanzaro. Mi rivedo un pò in lui, accomunati anche dal fatto che siamo accomunati dall'amore per i colori giallorossi, soprattutto lui che è catanzarese. Detto ciò, Iemmello è un grande attaccante oltre ad essere un vero leader".
Che ricordi conserva di quella sua esperienza a Catanzaro?
"A Catanzaro ho vissuto tre anni meravigliosi, porto nel cuore sia ricordi belli che meno belli. Ricordo ancora la cavalcata della promozione in B, fu una festa per tutta la città. E' stata una tappa significativa della mia carriera, vissuta in una piazza di grande tradizione, dove ho sentito l'affetto della gente per la quale davo sul campo con tutto me stesso".
Viviamo in un calcio dove sono sempre di più protagonisti i "figli d'arte". Suo figlio Giacomo, attaccante che milita tra le fila del Palermo, come reputa il suo percorso e dove può arrivare?
" Il Palermo ha grandi ambizioni e crede tantissimo in lui. Giacomo deve fare il suo percorso di crescita, imparando da giocatori più esperti come Pohjanpalo e sfruttando ogni minuto di partita che mister Inzaghi gli concede. Lui deve crescere , lavorare duro e farsi trova sempre pronto. Il mio compito è quello di fare il padre, non l'allenatore. Mi limito a dargli qualche consiglio, per il resto deve seguire solo il mister".
Riguardo il suo futuro, cosa bolle in pentola?
"Da agosto abbiamo aperto qui a Palermo l'Academy Corona, un progetto avviato insieme ad altri soci e con tecnici qualificati. Le attività vengono svolte nella struttura del compianto Totò Schillacci, dove i ragazzi giocano e crescono divertendosi. L'obiettivo è quello di coinvolgere più ragazzi, in modo da offrire la possibilità di praticare calcio in maniera sana e con tanta passione".