Palmese, un patrimonio da salvaguardare ad ogni costo
La Palmese torna al successo dopo sei turni, superando di misura la Gioiese nel derby. Una vittoria che garantisce ai neroverdi la permanenza nel campionato di Eccellenza, ma che non basta a riaccendere l’entusiasmo della tifoseria. Mai come questa volta, infatti, la sfida con gli storici rivali viola è stata vissuta con una freddezza insolita, segno evidente del malessere che attraversa l’ambiente.
Il campionato anonimo, alcune delusioni di troppo, la capienza ridotta dell’impianto e l’assenza di risposte da parte della politica locale hanno alimentato una crescente preoccupazione per il futuro del calcio cittadino. La Palmese, però, rappresenta molto più di una semplice squadra: è un patrimonio identitario, un simbolo di tradizione e appartenenza per l’intera comunità.
Il contesto nazionale non aiuta. Da anni il calcio dilettantistico italiano vive una fase complessa, specie dalle nostre latitudini, segnata da difficoltà economiche e strutturali. Gli impianti sportivi della provincia reggina ne sono un esempio: strutture obsolete, manutenzione insufficiente e società costrette a sostenersi quasi esclusivamente tramite qualche sponsor e incassi domenicali. In queste condizioni, garantire un’attività agonistica regolare diventa sempre più complicato.
La situazione della Palmese richiede interventi immediati. Con le elezioni amministrative alle porte, l’auspicio è che la squadra non venga utilizzata come semplice strumento di campagna elettorale, ma riconosciuta come una risorsa da valorizzare. Il “Lo Presti”, impianto storico da 1500 posti, necessita di interventi significativi per tornare moderno e accogliente. Ignorare questa realtà significherebbe ignorare una parte fondamentale della città.
In questo quadro si inserisce l’appello dell’ex presidente Francesco Sergi, il quale attraverso un video pubblicato sul proprio profilo facebook ha invitato le istituzioni a intervenire concretamente per garantire un futuro solido al calcio palmese. Sergi, che negli anni della sua gestione ha riportato la Palmese dalle categorie inferiori al massimo livello regionale, ha ribadito la necessità di creare condizioni adeguate per chi vuole investire nella società.
Il messaggio è chiaro: è il momento di passare dalle parole ai fatti. La Palmese e la città di Palmi sono legate da un rapporto inscindibile, e l’una non può fare a meno dell’altra. Il “Lo Presti” deve restare la casa dei palmesi, non un terreno di scontro politico.
La Palmese è un patrimonio da tutelare. Lo impongono la sua storia, il suo prestigio e il ruolo che da sempre ricopre nella vita di un'intera comunità.