Gabriele De Leonardis, talento interrotto ma non domo: la storia di un centrocampista che merita di più
Fonte: A cura di Stefano Muscatello
Classe 2003, originario di Siderno, Gabriele De Leonardis rappresenta uno di quei profili che il calcio spesso mette alla prova più del dovuto. Centrocampista dai piedi educati, dotato di buona visione di gioco e di una tecnica pulita, De Leonardis è sempre stato considerato un ragazzo serio, proveniente da una famiglia solida, con valori ben radicati e un’educazione che si riflette tanto fuori quanto dentro il campo.
Il suo percorso calcistico parla chiaro: tappe importanti, esperienze formative e piazze che non si affrontano per caso. Ha vestito le maglie di Roccella e Messina, ha legato più volte il suo nome alla Cittanovese, dimostrando affidabilità e qualità, ed è passato anche dalla Polisportiva Santa Maria del Cilento, continuando a maturare in contesti competitivi. In questa stagione ha iniziato il suo cammino con il Soriano-Fabrizia, pronto a rimettersi in gioco con entusiasmo e voglia di riscatto.
A frenare una carriera che avrebbe potuto spingersi più in alto sono stati però i continui infortuni, veri e propri macigni sul suo percorso. Problemi fisici ripetuti lo hanno spesso costretto ai box, togliendogli continuità e occasioni preziose per misurarsi stabilmente a livelli superiori, che per qualità e intelligenza calcistica avrebbe ampiamente meritato.
Nonostante tutto, De Leonardis non ha mai perso la sua cifra distintiva: serietà, dedizione e rispetto per il gioco. È uno di quei calciatori che fanno parlare poco ma lavorano molto, che non cercano alibi e che continuano a credere nel proprio valore anche quando il destino sembra voltare le spalle.
La sua storia è quella di un talento frenato, ma non spento. Perché nel calcio, come nella vita, c’è sempre tempo per riprendersi ciò che è stato solo rimandato. E Gabriele De Leonardis resta un nome da tenere d’occhio, con la speranza che il futuro possa finalmente concedergli quella continuità che finora gli è stata negata.