Fusione Pro Pellaro–Bocale, tra smentite e dialoghi: la situazione reale
Nel giro di poche ore, due comunicati ufficiali hanno ridisegnato i contorni di una vicenda che stava correndo troppo veloce rispetto ai fatti. Da un lato la Pro Pellaro, che frena con decisione; dall’altro il Bocale Calcio Admo, che conferma l’esistenza di un dialogo ma ne ridimensiona la portata. Il risultato è un quadro più chiaro: nessuna fusione, nessun accordo, solo contatti preliminari. La Pro Pellaro prende posizione con fermezza. La società precisa che non ha maturato alcuna decisione su eventuali fusioni e che non ha avviato interlocuzioni ufficiali in tal senso. Ribadisce inoltre che il presidente è Nunzio Praticò, e che né lui né la maggioranza dei soci hanno mai espresso parere favorevole a ipotesi di unione societaria, né in forma ufficiale né informale.
Un passaggio pesante riguarda eventuali iniziative personali: chi ha agito senza mandato se ne assumerà ogni responsabilità. La linea è chiara: la Pro Pellaro continuerà a lavorare esclusivamente nell’interesse della comunità pellarese, della tifoseria e dei valori identitari del club. Diverso il tono del Bocale, che interviene dopo la diffusione di un video attribuito al presidente della Pro Pellaro. Il club biancorosso precisa che quelle dichiarazioni rappresentano solo la posizione interna alla società bianconera, non quella del Bocale. Allo stesso tempo, conferma ciò che la Pro Pellaro nega: interlocuzioni tra le parti ci sono state, un dialogo esiste ed è stato avviato con spirito costruttivo per valutare possibili prospettive comuni per il futuro calcistico dei territori di Bocale e Pellaro.
Ma anche qui arriva il freno: nessuna ufficialità, nessun passaggio formale completato. Solo una fase esplorativa che richiede approfondimenti sportivi, societari e organizzativi. Il Bocale chiude con un punto fermo: qualsiasi aggiornamento verrà diffuso solo attraverso i canali ufficiali del club, nel segno di equilibrio e responsabilità. In sintesi, la vicenda è ancora tutta da decifrare. C’è un dialogo, ma non una trattativa. Ci sono contatti, ma non decisioni. Ci sono visioni, ma non accordi. E soprattutto, c’è un territorio che osserva, attende e pretende chiarezza.