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Crotone, i primi nomi per la panchina

di Rocco Calandruccio

Il Crotone è arrivato al punto in cui non si può più tornare indietro. La separazione da Emilio Longo non è solo un cambio tecnico: è una dichiarazione d’intenti, un segnale alla piazza, un messaggio alla squadra. Adesso serve un nome, un’idea, una direzione. E i profili sul tavolo raccontano tre futuri diversi: Ivan Moschella, Aniello Parisi e Leandro Greco. Moschella è la scelta della continuità intelligente. Conosce l’ambiente, conosce la categoria, conosce le dinamiche di un gruppo che ha bisogno di ordine e identità. È un tecnico che non fa rumore ma costruisce, che non promette rivoluzioni ma garantisce stabilità. Un Crotone con lui sarebbe compatto, pratico, riconoscibile. La strada più lineare, forse la più sicura.

Parisi, anche lui ex Crotone è l’opposto: è la scossa, la scintilla, l’allenatore che cambia il tono emotivo di una squadra dal primo allenamento. Verticalità, intensità, coraggio. Il suo calcio è un manifesto: si corre, si aggredisce, si soffoca l’avversario. Se il club vuole rompere con il passato recente e alzare il volume, Parisi è il profilo che accende la miccia.Greco è la visione. Il più “europeo”, il più metodologico, il più progettuale. Costruzione dal basso, dominio del pallone, principi chiari. È la scelta di chi vuole aprire un ciclo, non solo chiudere una stagione. Una scommessa affascinante, soprattutto se la società intende ringiovanire, modernizzare, cambiare pelle.

Tre nomi, tre identità, tre strade che non si somigliano. E intanto la città aspetta, osserva, interpreta i silenzi della società. Perché questa scelta non riguarda solo la panchina: riguarda il mercato, la mentalità, l’ambizione. Riguarda il messaggio che il Crotone vuole mandare a se stesso.Il Crotone è davanti a un bivio. E stavolta non può sbagliare.


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