.

Crotone, avanti con Longo? Il futuro non aspetta

di Rocco Calandruccio

Il Crotone è arrivato al punto in cui non può più permettersi di restare immobile, perché l’immobilità oggi è una forma di resa. La scelta della guida tecnica non è un dettaglio amministrativo, non è un passaggio burocratico: è la radice del progetto, il primo mattone di tutto ciò che verrà. Continuare con Longo oppure aprire un nuovo ciclo con un altro profilo significa scegliere un’identità, un linguaggio calcistico, un modo di stare nella categoria. E mentre il club riflette, il mondo attorno si muove: Turati sembra essere una pista non più percorribile, un segnale inequivocabile che il tempo non aspetta, che gli altri costruiscono mentre i rossoblù restano sospesi in un limbo che non porta da nessuna parte.

Da una parte c’è la strada della continuità con Longo: stabilità, conoscenza dell’ambiente, un’idea di gioco che ha mostrato coerenza a tratti e che potrebbe crescere con una rosa modellata su misura. Restare con lui significherebbe evitare l’ennesimo reset, dare un messaggio di fiducia interna, provare a costruire un’identità riconoscibile dopo anni di scosse e ripartenze. Dall’altra parte c’è la tentazione di un nuovo corso: un allenatore diverso, un linguaggio tattico nuovo, una scossa emotiva che rimetta il Crotone al centro della scena. Una scelta forte, politica, che direbbe alla piazza e alla categoria che il club vuole cambiare passo, rompere con un passato recente fatto di rimpianti e mezze stagioni. Ma significherebbe anche ripartire da zero, ricostruire rapporti, adattare la rosa, ridefinire priorità e gerarchie.

Il punto è che non c’è più tempo. E questo immobilismo rischia di diventare un marchio, un limite strutturale, un freno competitivo. La Lega Pro è una categoria che divora chi indugia, chi non programma, chi non decide. Ogni giorno perso è un giorno regalato agli avversari, al mercato, alle incertezze.Ecco perché la società deve prendere una direzione chiara, definitiva, riconoscibile: progetto di continuità o rifondazione tecnica. Non esistono vie di mezzo, non esistono soluzioni tampone. Esiste solo la necessità di scegliere, subito, perché il futuro non aspetta 


Altre notizie
PUBBLICITÀ