Cosenza, la classe di Emmausso e il ritorno di Mazzocchi per un playoff da favola
Il Cosenza vive una situazione di precario equilibrio tra ciò che accade sul terreno di gioco e le situazioni extra-campo. I tifosi sono in piena contestazione con la proprietà e intendono mantenere questa posizione fino alla cessione da parte dell'azionista di maggioranza, Eugenio Guarascio.
La squadra, però, ha dimostrato di tenere alla causa, dando vita a diverse prove di maturità che potrebbero far sperare addirittura in quello che in molti considererebbero impossibile. Del resto la classifica parla chiaro, il terzo posto in graduatoria è tanto insperato (perlomeno alla vigilia) quanto prezioso. Il lavoro di Antonio Buscé è sotto l'occhio di tutti, così come il rendimento dei suoi.
L'attenzione maggiore, basandoci su quello che è il calcio proposto dall'allenatore è da dedicare agli attaccanti. Ai rossoblù non mancano le opzioni: l'arrivo di Emmausso è stato decisivo per aggiungere qualità, classe e imprevedibilità. L'ala ex Messina ha avuto un impatto immediato, siglando reti importanti che hanno permesso al club di volare, soprattutto durante il mese di Febbraio.
Considerando anche la prima parte di stagione, l'esterno napoletano ha collezionato undici reti. Tante, ma il suo bagaglio tecnico e il ritorno di Mazzocchi potrebbero farlo "divertire" ancora di più. Questo è il termine necessario per questa tipologia di calciatori, capaci, dal nulla, di esaltarsi e regalare colpi di genio.
E allora perché non sognare? Il Cosenza ha ottenuto una promozione in Serie B partendo dal quinto posto, non proprio la prima fila. Durante quell'anno fu determinante, però, il dodicesimo uomo. Questa potrebbe essere l'assenza più pesante, perché conosciamo le potenzialità di una piazza che ha dimostrato di poter fare alzare i giri del motore della squadra. L'invito a una possibile tregua, però, dovrebbe arrivare dall'alto: magari con una presa di posizione, un comunicato, con delle interlocuzioni trasparenti, delle azioni concrete che facilitino un passaggio di consegne. A volte bisogna fare un passo indietro per poter guardare avanti. L'occasione potrebbe essere ghiotta, urgono riflessioni immediate. C'è un popolo che freme, ansioso di poter tornare in massa al Marulla, la seconda casa di qualsiasi cosentino.