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Rivoluzione societaria a Catanzaro: il dg Paolo Morganti è a un passo dall’addio

di Alessandro Nidi

Il Catanzaro si trova di fronte a un vero e proprio enigma per quanto riguarda la copertura della scrivania che sta per essere lasciata vuota dal dg Paolo Morganti, promesso sposo della Fiorentina, con tre possibili strade al vaglio della proprietà. La presidenza potrebbe infatti decidere di premiare una risorsa già presente nell'organigramma aziendale, promuovendola per vie interne, oppure optare per un professionista strettamente legato al patron e già attivo nell'area geografica di riferimento.

L'ultima ipotesi, decisamente più complicata, porta invece alla ricerca di una figura esterna attraverso il mercato dei dirigenti sportivi, individuando un profilo che possieda un bagaglio di competenze e autorevolezza analogo a quello del manager uscente.

Questa imminente e rilevante separazione consensuale si concretizzerà dietro le quinte del club giallorosso, che perde un pezzo da novanta dopo un biennio caratterizzato da eccellenti traguardi.

Sotto la gestione del direttore generale, le Aquile hanno infatti beneficiato di una profonda ristrutturazione interna, centrando numerosi traguardi sportivi e societari, oltre a consolidare sensibilmente la reputazione e il prestigio del marchio societario all'interno dei vertici del calcio italiano.

Il futuro professionale dell'ormai ex diggì sarà in Toscana, dove assumerà la guida manageriale di una struttura d'avanguardia come il Viola Park. Il trasferimento a Firenze era nell'aria già da diverse settimane, caldeggiato anche dai buoni uffici di Fabio Paratici.

A nulla è valso il tentativo di trattenerlo da parte del Catanzaro, che aveva messo sul piatto un prolungamento contrattuale di quattro anni; una proposta importante, che tuttavia il dirigente avrebbe ritenuto meno stimolante rispetto alla prestigiosa opportunità di crescita offertagli dalla Fiorentina.


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