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Liberali lascia il Catanzaro e segue Aquilani in Serie A?

di Alessandro Nidi

Le luci del "Ceravolo" si sono appena spente, facendo calare il sipario sul sogno più grande e lasciando spazio a quel silenzio amaro che solo le finali “perse” sanno generare, ma per il Catanzaro non c'è tempo di leccarsi le ferite. Il traumatico ritorno alla realtà, dopo la sfortunata notte degli spareggi promozione, coincide infatti con l'apertura ravvicinata di un calciomercato che si preannuncia a dir poco d'assalto.

I gioielli della spumeggiante rosa giallorossa sono finiti inevitabilmente nel mirino delle grandi e la società del presidente Noto si ritrova già a dover respingere i primi affondi per i propri tesserati, finiti sulle scrivanie dei principali club della massima serie.

In cima alla lista dei desideri del mercato d'élite c'è un nome che fa battere il cuore ai tifosi e gola ai direttori sportivi: Mattia Liberali. La via che porta alla cessione del talentuoso trequartista sembra però già tracciata e porta dritta in Piemonte, sponda granata.

Il Torino starebbe infatti architettando un vero e proprio blitz in Calabria per regalare ad Alberto Aquilani, segnalato vicino alla firma con il club di Urbano Cairo, la sua pedina preferita.

Lo scrive “Torino Granata”, secondo cui la dirigenza torinista vorrebbe blindare la panchina affidandola all'ex centrocampista romano e, contemporaneamente, mettergli a disposizione il pupillo che ha fatto le sue fortune negli ultimi mesi di campionato, così da iniziare la nuova avventura in Serie A sotto i migliori auspici.

L'operazione si scontra tuttavia con un ostacolo economico non indifferente, legato a una complessa operazione burocratica ereditata dal passato rossonero del giocatore. Sebbene il direttore sportivo Ciro Polito fosse riuscito a strappare il fantasista al Milan a parametro zero durante la scorsa estate, il club meneghino si era riservato un pesante diritto del 50% sulla futura rivendita del cartellino.

Questa clausola vincolante sta obbligando la dirigenza delle Aquile a sparare altissimo, fissando il prezzo del ragazzo a non meno di 10 milioni di euro. Soltanto raddoppiando la valutazione, infatti, nelle casse del Catanzaro entrerebbero quei 5 milioni netti considerati il minimo sindacale per privarsi del proprio pezzo pregiato.

Un valore di mercato schizzato alle stelle grazie alla crescita esponenziale del classe 2007, fiorito lentamente e lontano da pressioni esterne proprio grazie alla gestione illuminata di Aquilani. Ora che il Torino è pronto a sferrare l'attacco decisivo per portarli entrambi all'ombra della Mole Antonelliana, la Calabria si prepara a salutare i suoi protagonisti, consapevole che il prezzo del successo, a volte, passa anche da dolorosi, ma inevitabili addii.


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