Iannarilli gela il Catanzaro: il portiere col vizio del gol firma la beffa al 95'
Ci sono storie che sembrano ripetersi, identiche, a distanza di anni. A conferma della ciclicità della storia stessa, già nota agli antichi. Questa volta a farne le spese è stato il Catanzaro, trafitto al 95’ da un protagonista tanto inatteso quanto già “abituato” a imprese del genere: Antony Iannarilli.
Nel finale rovente dello stadio “Partenio-Lombardi”, il portiere dell’Avellino, chiamato in causa quasi per caso, a seguito dell’infortunio rimediato dal titolare Daffara nei giorni scorsi in allenamento, abbandona i pali e si lancia in area sull’ultimo calcio d’angolo. Il cross spiove preciso, Iannarilli svetta sopra tutti e colpisce di testa: palla in rete, stadio in delirio e Catanzaro pietrificato.
Il VAR tiene tutti con il fiato sospeso, ma la decisione finale conferma la rete: è 1-1. Una beffa pesantissima per i giallorossi, che già assaporavano una vittoria preziosa su un campo difficile e che soltanto cinque giorni fa avevano rimediato un’altra doccia fredda al 96’ (pareggio del Monza su rigore).
Eppure, per chi conosce la storia di Iannarilli, non è un episodio del tutto inedito. Il portiere biancoverde aveva già scritto una pagina simile il 6 gennaio 2015, quando difendeva i pali del Gubbio. In quella precisa occasione, contro il Grosseto, la gara era anch’essa in bilico e si avviava verso le battute finali.
Su un calcio piazzato, nei minuti di recupero, anche allora Iannarilli si spinse in avanti. Il pallone arrivò in area affollata, lui trovò il tempo giusto e indirizzò la sfera di testa con decisione, battendo il portiere avversario e fissando il risultato sull’1-1. Un gol pazzesco, arrivato in extremis, che regalò al Gubbio un pareggio insperato e lasciò gli avversari con l’amaro in bocca.
Dieci anni dopo, il copione si ripete quasi identico: stesso fondamentale, stesso tempismo, stesso impatto decisivo. Cambia solo la vittima, stavolta il Catanzaro, che vede sfumare la vittoria all’ultimo respiro. Una rete che pesa come un macigno per i giallorossi e che consegna all’Avellino un punto prezioso. Ma soprattutto, l’ennesima dimostrazione che nel calcio nulla è scritto fino all’ultimo secondo. Le Aquile, nell’ultima settimana, lo stanno severamente imparando a proprie spese.