Evaristo Beccalossi e Catanzaro, un legame lungo mezzo secolo
Il calcio italiano perde una delle sue figure più riconoscibili e “fuori schema”. Nella notte si è spento Evaristo Beccalossi, ex fantasista dell’Inter, scomparso in una clinica di Brescia dopo un lungo periodo di condizioni di salute critiche. Avrebbe compiuto 70 anni il 12 maggio.
Al di là della carriera tra Inter, Brescia e altre piazze importanti del calcio italiano, la sua storia incrocia in modo diretto e particolare quella del Catanzaro, in due momenti distanti ma simbolici.
Il primo risale all’8 aprile 1973, quando un giovanissimo Beccalossi appena sedicenne fece il suo debutto in Serie B proprio allo stadio “Comunale” di Catanzaro, con la maglia del Brescia. Un esordio che si consumò quindi in Calabria, in un impianto che in quegli anni rappresentava già una piazza calda e difficile, e che segnò l’inizio del suo percorso nel calcio professionistico.
Il secondo incrocio è legato invece alla sua esperienza con l’Inter e a una delle pagine più amare per il Catanzaro. Nella primavera del 1982, in semifinale di Coppa Italia, i giallorossi arrivarono a un passo da una storica qualificazione alla finale. Dopo il 2-1 dell’andata a San Siro, al Catanzaro al ritorno serviva una vittoria per 1-0, secondo il regolamento dell’epoca che premiava i gol in trasferta.
La gara del “Ceravolo” si accese subito: al vantaggio giallorosso rispose proprio Beccalossi, che trasformò un rigore pesantissimo fissando l’1-1 e indirizzando di fatto la qualificazione nerazzurra. Il 3-2 finale per il Catanzaro non bastò a ribaltare la situazione.
Quel doppio incrocio ha finito per legare in modo indissolubile il nome del fantasista all’ambiente giallorosso: da un lato il suo primo passo tra i professionisti proprio a Catanzaro, dall’altro uno dei momenti in cui il suo talento ha inciso su un sogno sfumato dei calabresi.
Nel resto della carriera, Beccalossi ha vestito anche le maglie di Sampdoria, Monza, Alessandria e Barletta, diventando uno dei simboli tecnici del calcio italiano tra anni Settanta e Ottanta, pur senza mai esordire con la Nazionale maggiore guidata da Enzo Bearzot.
L’ultima apparizione “catanzarese” è recente: nell’ottobre 2023 era al “Ceravolo” come dirigente accompagnatore della Nazionale Under 20, impegnata in un match di Élite League contro la Polonia. Una carriera che, nel bene e nel male, ha sempre trovato nel Catanzaro uno dei suoi punti di passaggio più significativi.