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Catanzaro, il modello italiano che fa scuola: Fabio Caressa esalta i giallorossi

di Alessandro Nidi

Il Catanzaro continua a conquistare applausi non solo sul campo, ma anche nel dibattito calcistico nazionale. Durante la trasmissione Deejay Football Club, il noto giornalista sportivo Fabio Caressa ha acceso i riflettori sul percorso dei giallorossi nei playoff di Serie B, elogiando in particolare la forte identità italiana della squadra calabrese guidata da Alberto Aquilani, sul quale è forte il pressing di diversi club del massimo campionato per la prossima stagione sportiva.

Caressa ha infatti sottolineato come, nel vittorioso confronto playoff con il Palermo, il Catanzaro abbia schierato ben undici giocatori italiani, contrapponendo questa scelta a quella di numerose altre società che puntano massicciamente sui calciatori esteri (il Como ne è la più diretta conferma, ndr).

“Nel Catanzaro hanno giocato undici italiani nelle semifinali col Palermo – ha dichiarato –. Una squadra come il Pisa, invece di prendere 17 stranieri, non poteva prendere tre ragazzini italiani per farli crescere? Per me è una cosa folle”.

Parole che certificano il valore del progetto tecnico costruito dal club giallorosso, capace di unire risultati e valorizzazione del talento nazionale. Un modello che, secondo Caressa, dimostra come sia ancora possibile competere ad alti livelli puntando su giovani italiani motivati e su una precisa identità di squadra.

Il giornalista ha poi concluso con una riflessione che sa di investitura: “Ora questa squadra di soli italiani si gioca la Serie A col Monza, questa è la verità”.

Un riconoscimento importante per il Catanzaro e per tutta la Calabria sportiva, che vede nella formazione giallorossa non solo una protagonista del campionato, ma anche un esempio virtuoso nel panorama calcistico italiano.


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