Catanzaro, il commovente addio di Cassandro: "Mi avete fatto vivere una favola"
Il cammino del Catanzaro verso la A si è interrotto sul più bello, ma le emozioni lasciate in eredità da questa stagione resteranno impresse a lungo nel cuore di tifosi e giocatori. Tra i messaggi più toccanti del post-campionato c'è senza dubbio quello di Tommaso Cassandro. Il difensore giallorosso, tornato in estate in Calabria con un nuovo prestito dal Como dopo l'ottima esperienza dell'anno precedente e diventato un punto fermo anche nello scacchiere tattico di Alberto Aquilani, ha affidato ai social un lungo e profondo pensiero d'addio.
L'incipit della sua lettera è un subbuglio di emozioni per un traguardo accarezzato e svanito proprio sul traguardo: “Caro diario, mi hai accompagnato per tutta la stagione. Te lo scrissi più di una volta: quest’anno vinceremo i playoff. L’ho sognato, l’ho vissuto, l’ho assaporato, l’ho sfiorato, l’ho perso. Ho perso quel sogno che condividevo con i miei compagni, con la squadra, con la società, con i tifosi, con un popolo giallorosso. Fa male, fa veramente male, ancor di più dopo averlo sfiorato per così poco”.
Nonostante il dolore per la sconfitta, nel testo del calciatore emerge una grandissima fierezza per il percorso compiuto e per il legame viscerale che si è creato con l'intera piazza catanzarese.
“C’è tanta tristezza, rabbia, amarezza, dispiacere, ma altrettanto orgoglio e fierezza per averci provato fino all’ultimo – prosegue la lettera di Cassandro –. Il calcio mi ha tolto tantissimo: tempo, amici, sogni. Allo stesso tempo mi ha regalato, quest’anno in particolare, emozioni che non si possono spiegare a parole. Il calcio ci ha permesso di ispirare un popolo, di unire le persone, di sentirsi partecipi di un qualcosa che era ben oltre il calcio, quel qualcosa che fai fatica a spiegare, un’appartenenza viscerale che ci ha fatto sognare ad occhi aperti. Ne usciamo a testa alta, altissima, consapevoli di aver dato tutto noi stessi. Sono orgoglioso perché, insieme ai miei compagni, abbiamo riacceso la speranza di una città intera. Tutti hanno potuto apprezzare la voglia di rivalsa, di abnegazione, di rivincita di questa splendida squadra”.
Il prestito è arrivato al termine e per Cassandro è tempo di guardare avanti e fare i primi bilanci, ringraziando chiunque abbia reso speciale questa avventura calabrese, con la promessa che questo non sarà mai un addio definitivo al popolo delle Aquile.
“Ora siamo arrivati al capolinea ed è doveroso, se non obbligatorio, ringraziare tutti i miei splendidi compagni, mister, direttore, staff, società e presidente. Mi avete fatto vivere una favola. Il lieto fine non è sempre quello che speriamo, ma il viaggio lo creiamo noi. Grazie, veramente. Grazie ai miei splendidi compagni, alleati dentro e amici fuori dal campo. Abbiamo percorso insieme avventure meravigliose. Vi auguro il meglio. Grazie a questa città, a questa gente, a questo popolo. Mi avete fatto sentire a casa. Mi avete supportato, aiutato, accolto e apprezzato per quello che ero, con pregi e difetti, come un padre fa con il proprio figlio. Ora è tempo di guardare avanti. Di continuare a sognare ad occhi aperti. Di lavorare. Di migliorare. Non so cosa succederà, ma sappiate: sarò sempre uno di voi. Le Aquile risorgeranno… Il Vostro Demone”.