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Catanzaro, frenata a Cesena: quanto è credibile l'assalto al quarto posto?

di Alessandro Nidi

La sconfitta per 3-1 sul campo del Cesena ha rappresentato un brusco rallentamento nella corsa playoff del Catanzaro. Un passo falso che non cancella quanto di buono costruito fin qui, ma che riduce sensibilmente il margine di errore in un finale di stagione che si preannuncia durissimo.

Il calendario, da qui alla fine, non concede respiro. I giallorossi saranno chiamati ad affrontare sette partite in poco più di un mese, un vero e proprio tour de force che metterà alla prova la profondità della rosa e la tenuta mentale del gruppo. Si parte con una sfida di alto livello contro il Monza, per poi passare attraverso trasferte insidiose come quelle di Avellino e Castellammare di Stabia. Nel mezzo anche il recupero contro il Modena, che aggiunge ulteriore pressione, ma offre allo stesso tempo un’occasione immediata per recuperare terreno.

Il percorso è complicato anche per la qualità degli avversari. Le sfide contro i canarini, ma anche contro Spezia, Palermo e Bari hanno un peso specifico per via degli obiettivi delle rispettive compagini e rischiano di incidere in maniera decisiva sulla griglia finale. In queste partite il Catanzaro non potrà limitarsi a gestire: servirà fare punti pesanti, perché ogni incrocio può valere doppio.

Il ko contro il Cesena, reduce dal cambio di allenatore (vittoria di Ashley Cole al debutto casalingo sulla panchina romagnola, ndr), pesa soprattutto per il momento in cui è arrivato. In una fase in cui serviva continuità, i giallorossi hanno perso terreno, permettendo alle dirette concorrenti di guadagnare margine. Non è però il momento di guardare troppo la classifica: con tanti scontri diretti ancora da giocare, gli equilibri possono cambiare rapidamente.

L’obiettivo playoff resta concreto e ampiamente alla portata. Il Catanzaro ha dimostrato lungo tutta la stagione di avere qualità e identità per restare tra le prime otto. Tuttavia, rispetto a qualche settimana fa, lo scenario è cambiato: oggi la priorità è difendere la posizione, più che guardare con ambizione alle zone più alte.

Certo, sullo sfondo si staglia ancora quell’ambizione onirica denominata quarto posto. In questo caso, la corsa si fa sul Palermo, che al momento mantiene un vantaggio di nove punti sui calabresi e ha all’attivo una gara in più. Anche considerando il recupero, il Catanzaro – vincendolo – si porterebbe comunque a meno sei: un distacco importante, soprattutto con poche giornate ancora da disputare.

Per colmare questo gap servirà molto più di una buona serie di risultati. I giallorossi dovranno viaggiare a un ritmo altissimo, pressoché simile a quello delle squadre da promozione diretta, e contemporaneamente sperare in un rallentamento netto del Palermo. Tradotto in numeri, significa conquistare almeno 16 punti nelle ultime sette partite, quindi vincerne cinque e sbagliarne pochissime.

È una rincorsa molto complicata, che non dipende più soltanto dal Catanzaro. Proprio per questo, oggi il quarto posto resta un obiettivo aritmeticamente possibile, ma, nella realtà del corrente campionato cadetto, estremamente complicato e legato a una combinazione di risultati.

Molto passerà dall’approccio mentale. Il Catanzaro è ancora in vita, ma non ha più margine per gestire. Servirà una reazione immediata già dalla prossima partita, al fine di evitare che il passo falso dell’Orogel Stadium lasci strascichi anche sotto il profilo psicologico.

Gli uomini di Aquilani devono acquisire contezza di come il finale di stagione sia tutto da scrivere. I playoff restano un traguardo possibile, mentre il quarto posto si è trasformato in una sfida quasi estrema. È però proprio nei frangenti più complicati che si misura la forza di una squadra. Il Catanzaro, ora, è chiamato a rispondere presente.


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