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Catanzaro, Cassandro: "Qui mi sento a casa. Aquilani, mi ha aiutato tantissimo"

di Rocco Calandruccio

Ai microfoni di www.gianlucadimarzio.com parla Tommaso Cassandro, centrocampista del Catanzaro, protagonista di una stagione straordinaria insieme al resto della squadra. Nelle sue parole, l'ex Como manifesta tutto il suo entusiasmo per questa sua esperienza in giallorosso, dove sente la fiducia dei tifosi e del mister, i quali lo spingono a fare sempre meglio.

Tommaso Cassandro: "Quando sono arrivato a Catanzaro non sapevo cosa aspettarmi, ma qui le persone ti danno tutto per farti sentire a casa. Per me basta sentire il loro calore, vivere ogni partita come fosse l’ultima e mettere il cuore in ogni scelta in campo. Così un posto lontano diventa casa. Sapevo già a inizio mercato che il Catanzaro voleva riprendermi. A metà giugno sembrava tutto svanito, poi all’ultimo giorno abbiamo trovato l’accordo. Quando ho capito che sarei tornato ero felicissimo: è stata una scelta di cuore e di progetto. Segnare tre volte in campionato, con l’ultimo gol decisivo contro l’Empoli, è una grande soddisfazione. Il mio compito resta difendere, ma quando riesco ad aiutare la squadra così è gratificante. Però so che è momentaneo: bisogna ripartire subito. Abbiamo una squadra costruita bene: senatori che conoscono il peso della maglia e giovani che stanno crescendo.

Ognuno dà il massimo e questo crea compattezza e motivazione. Aquilani mi sta aiutando molto nella gestione della palla e nelle scelte. Posso sganciarmi per aggredire o accompagnare l’azione. Mi dà libertà e cerco di ripagare la fiducia. Quest’estate il direttore mi ha preso per fare il braccetto. Dalla partita con il Palermo, quando il mister mi ha rimesso lì, ho dimostrato che è il mio ruolo congeniale. Anche quando l’anno scorso non riuscivo a far felici i tifosi come avrei voluto, non ho mai mollato. I fischi erano uno stimolo: sentire quanto ci tengono mi ha spinto a migliorare. Il soprannome “Demone” nasce da una partita a briscola: feci perdere Biasci con una giocata che per lui non aveva logica e mi disse “Sei un demone”. Da allora tutti mi chiamano così, anche sui social. Non proclamiamo il sogno Serie A, ma sappiamo di potercela giocare con tutti. Ogni partita è cruciale e il gruppo è forte e unito. Ho studiato Scienze Motorie e poi Sport Management perché voglio capire cosa facciamo ogni giorno e come funzionano le società. Ora sto seguendo anche il corso da direttore sportivo: è un progetto per il futuro, ma oggi penso al campo. Catanzaro mi ha adottato e io voglio ricambiare correndo e lottando fino all’ultimo secondo. Ogni partita e ogni allenamento contano. Il futuro è da costruire, ma sono pronto a dare tutto".


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