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Ex Crotone, Modesto e il Mantova: la salvezza che diventa un manifesto

di Rocco Calandruccio

Il Mantova si salva al 95’, ma la verità è che si era salvato molto prima. Si era salvato nel momento in cui Francesco Modesto aveva rimesso insieme i pezzi di una squadra che sembrava destinata a scivolare giù, senza rumore e senza gloria. La vittoria per 3-2 sul Monza, firmata da Benaissa all’ultimo respiro, è solo la fotografia finale di un percorso che ha cambiato pelle, ritmo, ambizione. Modesto non è arrivato dal nulla. Alle spalle aveva una stagione di Lega Pro ad altissimo livello, in cui aveva costruito gioco, identità e risultati. Quel lavoro, spesso sottovalutato, è diventato la base della sua conferma in Serie B: un salto che molti allenatori pagano, ma che lui ha affrontato con lucidità e continuità. E soprattutto con una motivazione personale: riscattare l’esperienza di Crotone, una parentesi complicata, segnata più dalle circostanze che dal suo reale valore. A Mantova ha dimostrato che quella parentesi non era una sentenza, ma un passaggio.

Quando è arrivato, il Mantova era una squadra che arrancava. Pochi punti, poca identità, poca fiducia. Oggi, invece, i numeri raccontano un’altra storia: 29 punti raccolti nel suo ciclo, un rendimento da play off, una crescita tattica evidente, una mentalità che ha trasformato la paura in coraggio. Pressione alta, possesso pulito, verticalità ragionata: il Mantova ha iniziato a giocare come una squadra che sa cosa vuole.Le vittorie pesanti — Sampdoria, Juve Stabia, Cesena, Spezia, il 3-0 a Bolzano contro il Südtirol , non sono state episodiche, ma tappe di una risalita costruita con metodo. Modesto non ha mai parlato di miracoli, ma di lavoro, di atteggiamento, di compattezza. E la squadra lo ha seguito, fino a diventare qualcosa di più di un gruppo in lotta per non retrocedere: una squadra vera, riconoscibile, convinta.

Al fischio finale contro il Monza, Modesto è apparso prosciugato, come ha detto lui stesso. Una tensione che si scioglie, un peso che cade, un orgoglio che resta. «Sono profondamente orgoglioso di questi ragazzi», ha ripetuto. E il presidente Piccoli ha parlato di impresa, perché questo è stato: un ribaltamento di prospettiva, un cambio di destino. Il Mantova non si è solo salvato. Ha dimostrato che la salvezza può essere un punto di partenza, non un traguardo minimo. Ha dimostrato che un’idea, quando è chiara e condivisa, può cambiare tutto. E ha dimostrato che Modesto non ha semplicemente evitato una retrocessione: ha completato il suo riscatto personale e ha ridato un’identità a una piazza intera. La salvezza è matematica. Il resto: entusiasmo, fiducia e un futuro già in costruzione


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